Consulenze primitive nell’era Moderna. Ne abbiamo bisogno

In un’era preistorica non ben definita, il Periodo Croodaceo a quanto dichiara De Micco sulla base dei riscontri archeologici della DreamWorks, vive o, meglio, sopravvive, la famiglia dei Croods grazie alle ferree regole impartite dal capofamiglia Grug, tipico uomo di Neanderthal, che possono riassumersi nel motto “la paura fa bene, il cambiamento fa male”, come ci racconta la figlia adolescente Eep. La fanciulla, spirito libero e avventuroso, mal sopporta la rigida disciplina paterna e vorrebbe avventurarsi al di là della caverna, condivisa con mamma Ugga, dolce e premurosa, il fratello Tonco, grande, grosso e un po’ bietolone, la sorellina Sandy, selvaggia ma obbediente (è nella fase in cui si conoscono gli oggetti mordendoli più che toccandoli) ed infine l’arzilla nonnina, sopravvissuta all’era glaciale, grazie ai suoi ex mariti (divorati).
Una notte, incuriosita da una luce intravista attraverso una fessura del masso posto da papà all’entrata della caverna, Eep uscirà fuori e farà la conoscenza del giovane Guy, homo sapiens, e delle sue mirabolanti invenzioni, come il fuoco:il mondo, almeno quello che i Croods hanno sinora conosciuto, è sul punto di cambiare …[..]

[..]siamo invitati ad entrare in un universo a noi ignoto e ad osservarlo e scoprirlo insieme al colorito clan.

Seguiamo quindi il loro cammino verso un mondo nuovo, “che ha più soli nel cielo di quanti se ne possano contare e dove le cose sono migliori” come spiega il giovane Guy, il quale ha alle spalle un doloroso passato, costretto ad un’evoluzione che si fa forza di una fervida immaginazione e di una permeabilità alle novità, adattata quest’ultima al proprio modus vivendi.
Evidente quindi la metafora espressa dal film:il progresso materiale, le varie scoperte, lo sconcerto che ne consegue, con in mezzo l’inevitabile scontro generazionale, non può essere disgiunto, per giungere ad un’accettazione, dall’affidamento espresso verso valori come quelli della famiglia, la quale, al di fuori di ogni retorica, manterrà sempre la propria forza universale, nell’alternanza tra diatribe e gioie condivise.[..]

Sarà solo il confronto con la figlia e la moglie a rendere definitivo un cambiamento che avverrà nel mantenimento della propria individualità e del proprio ruolo sociale. Cambiare per evolversi, restando se stessi, inseguendo la luce[..] *

Nei personaggi dei Croods ho rivisto molti dei “personaggi” che popolano le aziende e le realtà che visito periodicamente: piccoli e medi imprenditori, trasportatori, operai “illuminati”, impiegati amministrativi, receptionist, “capofficina”, venditori, freelancer, educatori e liberi professionisti. Tutti facenti parte della grande famiglia azienda.

Ogni azienda,  e ce ne ho qualcuna in mente,  ha il suo Grug, il suo Guy, la sua Eep e non sempre sono nei ruoli predefiniti: ho in mente un Grug imprenditore, ma anche un Grug operaio. Un Guy impiegato commerciale ma anche un Guy receptionist “addetto alle fotocopie”. Una Eep educatrice illuminata.

Dopo  questa breve  esegesi della famiglia cavernicola  voglio lasciarti 3 pensieri.

 1. Il cambiamento non si può fermare

Nonostante i nostri sforzi umanamente comprensibili di preservare la via “vecchia” e già conosciuta la terra continuerà a cambiare. Nuove tecnologie nasceranno, nuove teorie economiche, nuovi stravolgimenti energetici, nuovi modi di comunicare e fare marketing, nuovi modi di vivere l’educazione, nuove vie per diffondere e promuovere la cultura di impresa.

E noi, come azienda e liberi professionisti , siamo e saremo chiamati a “governare” questo cambiamento.

Ogni tentativo di fermarlo ci porterà alla rovina.

2. Noi

Da solo nessuno può farcela.

Abbiamo bisogno delle caratteristiche altrui per evolvere come azienda.

Abbiamo bisogno di network per coltivare sinergie e partnership.

Guy e i Croods sarebbero  morti  senza la “forza bruta” di Grug che , dinanzi ad un dirupo, li lanciò uno ad uno dall’altra parte.

Grug stesso non sarebbe sopravvissuto senza le idee e le invenzioni di Guy ma anche senza la presenza costante e martellante della figlia Eep.

Diventa quindi essenziale, nel rispetto dei propri ruoli, riconoscere la reciproca necessità delle diversità.

3.Soli

Il terzo e ultimo pensiero che voglio condividere con te è questo: passiamo 8 e più ore al giorno al lavoro. Perseguiamo obiettivi più o meno dichiarati, più o meno condivisi. Ma guardiamo, come aziende e professionisti, verso lo stesso sole.

Spesso crediamo ce ne sia uno.

Poi succede qualcosa di inaspettato  e scopriamo che nell’universo/mercato il nostro modo di fare business, il nostro modo di lavorare, il nostro punto di vista…il nostro sole non è che uno fra i tanti possibili.

 

*L’analisi iniziale la puoi leggere anche su: Sunset Boulevard  di Antonio Falcone

2016-11-15T09:00:08+00:00