Analfabeta a chi?

Analfabeta a chi?

Gli alfabeti di Trae

Sapere l’alfabeto o,  più correttamente,  “gli alfabeti” vuol dire possedere i codici di accesso alle informazioni che ci stanno intorno.

E’ una delle chiavi di lettura della realtà più importanti.

Conoscere gli alfabeti ci permette di leggere il mondo

Domanda secca.

Assumeresti mai un analfabeta?

Affideresti ad un analfabeta compiti di responsabilità?

Sono sicuro che, inorridito, dentro di te ha risuonato un deciso “no”.

Ti capisco.

Seconda domanda: chi è per te un analfabeta?

Probabilmente hai pensato, non lontano dal vero, che un analfabeta sia una persona che non sa leggere, né scrivere, né far di conto. Questo tipo di analfabetismo fortunatamente è pressoche debellato in Italia.

C’è tuttavia un’altro tipo di analfabetismo dilagante di cui, ahimè, siamo i primi in classifica tra i paesi sviluppati.

L'analfabetismo funzionale in Italia

Si chiama Analfabetismo Funzionale.

Quando si è analfabeti, non si è per nulla in grado di leggere o scrivere. In contrasto, chi è funzionalmente analfabeta ha una padronanza di una base dell’alfabetizzazione (leggere e scrivere testi nella sua lingua nativa), ma con un grado variabile di correttezza grammaticale e di stile.

In breve, quando sono posti di fronte a materiali stampati, gli adulti funzionalmente analfabeti non possono operare efficacemente nella società moderna e non possono svolgere adeguatamente compiti fondamentali come riempire una domanda d’impiego, capire un contratto legalmente vincolante, seguire istruzioni scritte, leggere un articolo di giornale, leggere i segnali stradali, consultare un dizionario o comprendere l’orario di un autobus. L’analfabetismo funzionale limita gravemente anche l’interazione con le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ad es. usare un personal computer per lavorare efficientemente con un’applicazione per la videoscrittura, la navigazione web, i fogli di calcolo, o con un telefono cellulare).

L’alfabetismo (o letteratismo) è suddiviso in tre parametri:

  • l‘alfabetismo da testi in prosa per esempio, qualsiasi articolo di giornale o libro di narrativa
  • l’alfabetismo da documenti per esempio, grafici, tabelle, ma anche una domanda di lavoro
  • l’alfabetismo quantitativo il far di conto

Ogni competenza alfabetica funzionale (alfabetismo, per l’appunto) ha quattro livelli:

  • inferiore
  • basilare
  • intermedio
  • competente

Per alfabetismo da prosa, per esempio, un grado di alfabetizzazione al di sotto della base significa che una persona può leggere un breve testo per comprendere una piccola informazione elementare; mentre una persona che ha un livello inferiore nel calcolo potrebbe essere in grado di fare una semplice addizione.

Il progetto ALL (Adult Literacy and Lifeskills – Letteratismo e abilità per la vita), nell’ambito di una ricerca comparativa internazionale promossa dall’OCSE, ha permesso un’indagine che tastasse il polso anche alla situazione italiana; le ricerche svolte nel 2003-2004 su un campione della popolazione compresa tra 16 e 65 anni hanno denunciato un quadro non brillante: il 46,1% è al primo livello, il 35,1% è al secondo livello e solo il 18,8% è a un livello di più alta competenza.

I risultati ottenuti nel 2009 dal Human Development Report usavano la percentuale di persone funzionalmente analfabete come una delle variabili per calcolare l’Human Poverty Index nei paesi sviluppati.1

 

Nazione

Persone
funzionalmente analfabete
(% con età 16–65)
1994–2003

Italia

40.0

Messico

43,2

Irlanda

22,6

Regno Unito

21,8

Stati Uniti

20,0

Fiandre (Belgio)

18,4

Nuova Zelanda

18,4

Australia

17,0

Svizzera

15,9

Canada

14,6

Germania

14,4

Paesi Bassi

10,5

Finlandia

10,4

Danimarca

9,6

Norvegia

7,9

Svezia

7,5

Nazione

Analfabetismo da testi in prosa
(% con età 16–65)
2003-2008

Italia

47.0

Nuevo León (Messico)

43,2

Stati Uniti

20,0

Ungheria

17,0

Svizzera

15,9

Canada

14,6

Australia

14,5

Nuova Zelanda

13,4

Bermuda

12,5

Paesi Bassi

10,3

Norvegia

7,9

Dì la verità.

Non sei più così sicuro della risposta che mi hai dato all’inizio vero?

Dal mio punto di vista esiste anche un analfabetismo relazionale che rende incapaci le persone di interagire in maniera costruttiva tra loro.

Offendersi per una critica ricevuta, per esempio, è sintomo di un certo grado di analfabetismo relazionale poiché non si è in grado , per mancanza di strumenti, di decodificare il messaggio e l’oggetto dello stesso.

Se ti dico, per esempio, “forse è meglio che questa offerta la scrivi in questo modo” oppure “se utilizzassi strumenti di archiviazione in cloud eviteresti di mandare via mail allegati pesantissimi” e tu ti arrabbi e ti offendi c’è un problema di decodifica del messaggio.

La critica è rivolta al “modo di scrivere l’offerta” o “al mancato utilizzo di strumenti più performanti”.

Non ti sto dicendo “non vali nulla” o “sei scemo perché non conosci quello strumento”.

COME COMBATTERE L’ANALFABETISMO FUNZIONALE E RELAZIONALE?

Biblioteca di Trae

 Per prima cosa studiando sui libri di scuola.

Fino all’università.

Lo studio e il percorso accademico sono (o almeno dovrebbero essere) indispensabili per dotare il futuro della società (i nostri giovani) di strumenti di lettura critica della realtà circostante.

E poi…allenando lo spirito critico, incentivando la formazione e l’autoformazione continua. Riconoscendo le proprie lacune lasciandosi aiutare e guidare.

L’educazione e la formazione permanente sono i pilastri su cui poggia il cambiamento del mondo e del tuo ambiente lavorativo.

Offri ai tuoi collaboratori spazi di formazione. Ne guadagnerai in produttività, coivolgimento e

profittevolezza.

Persone educate e aperte al cambiamento saranno i motori che traineranno la tua azienda o la tua attività.

Se ti sembrano parole vuote e ti senti comprensibilmente restio affidati a qualcuno, non necessariamente io, che possa portare aria nuova e fresca nella tua azienda.

Può essere una semplice consulenza, può essere un workshop da donare ai tuoi collaboratori, può essere un grande sogno che porti nel cuore (come portare i tuoi prodotti all’estero).

Cerca le persone che la pensano diversamente da te e ascoltale.

Cerca tra i tuoi clienti quelli più insoddisfatti e fagli domande…e ascolta le loro risposte svuotandoti per qualche minuto del tuo “io”.

Un’azienda sana crea benessere sia internamente che esternamente sull’ambiente in cui è inserita. Un’azienda fatta di persone “alfabetizzate” in ogni senso è un faro per tutta la comunità.

Il “si è sempre fatto così” ci ha portato allo stato attuale delle cose.

Io dico che è ora di cambiare. E tu?

2015-11-10T18:16:35+00:00